Com’eri vestita?

Presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano a Padova si è svolta la mostra installazione errante “Com’eri vestita? Rispondono le sopravvissute alla violenza sessuale.”

La mostra partita da Milano due anni fa è arrivata a Padova, per poi proseguire nelle altre città italiane per sensibilizzare e contrastare la violenza sulle donne.

Gli abiti

Presso l’installazione sono esposti gli abiti delle donne che simbolicamente rappresentano in maniera fedele quelli indossati durante la violenza. Accanto ai vestiti il racconto dell’abuso e brevi suggestioni condivise dalle vittime. Abusi che rappresentano una vergogna, la vergogna della nostra società che troppo spesso guarda inerme senza intervenire, per fare in modo che questi abusi smettano una volta per tutte e che le donne siano libere da costrizioni fisiche e morali.

Com’eri vestita?

Quante volte una donna che ha subito violenza si è sentita dire com’eri vestita? Come se fosse colpa sua, come se il vestiario provocante sia una meschina giustificazione alla violenza subita.

La mostra ha lo scopo di combattere questo stupido pregiudizio.

Guardando l’installazione ci si rende conto che gli abiti che le donne indossavano in quel maledetto momento sono abiti comuni, jeans, maglietta, tuta. Le storie raccontate si impossessano di noi rendendoci capaci di empatizzare con il dolore delle vittime. Ci si rende conto che non bisogna girarsi dall’altra parte ma intervenire all’istante, perchè la strada per raggiungere la parità di genere è ancora lunga e tortuosa.

Quegli abiti comuni a tutti dimostrano che non è l’abito a causare lo stupro ma è una persona ad arrecare il danno. Non è colpa di una gonna indossata o una maglietta scollata, è colpa di un individuo inetto che ha commesso un reato e che deve pagare per questo.